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17 gennaio 2014

Consolazione di riso al latte in una fredda giornata di gennaio...


Consolazione di riso al latte

Ti ricordi il mio sogno del riso al latte all’ inizio del libro? Non riesco a immaginare un dolce altrettanto sensuale… Questa ricetta è per otto persone, ma mi sembrerebbe un crimine cucinarne meno. Io posso divorarlo tutto quanto senza battere ciglio e non vedo perché dovrebbe essere diverso per te, lettore o lettrice. Se proprio dovesse avanzarne un po’, puoi conservarlo in frigorifero o meglio, se non ti manca il buon umore, ricoprire il tuo amante dalla testa ai piedi con i lussuriosi chicchi per poi leccarli con dedizione certosina. In un caso come questo, si può decisamente chiudere un occhio sull’eccesso di calorie.


Ingredienti
- 1/2 tazza di riso
- 10 tazze di latte
- 2 tazze di zucchero
- 1 stecca di vanìglia
- 1 cucchiaio di cannella in polvere
- 1 pezzetto di scorza di limone
- 4 tazze d’acqua tiepida

Esecuzione:
Lascia a bagno il riso nell’acqua tiepida per mezz’ora. Scolalo. Fallo bollire nel latte con il bastoncino di cannella fino a quando sarà morbido (più o meno per mezz’ora). Unisci lo zucchero e la scorza di limone e lascia bollire piano a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare fino a quando si sarà asciugato (su per giù un’altra mezz’ora). Mettilo in un piatto di portata, lascialo raffreddare in frigorifero e prima di servirlo copri con un velo di cannella in polvere.

Isabel Allende

12 settembre 2013

L'AUTUNNO, LA MAIONESE E LA CURCUMA....



In questo momento i colori che ci circondano iniziano a cambiare, l'estate con la sua luce e la sua esuberanza è al termine e l'autunno si avvicina con le sue calde tonalità, non più sfacciate ma avvolgenti, sfumature di marroni, rossi, giallo ocra, arancione come il sole che tramonta. Un ciclo si sta per chiudere ed un altro sta per iniziare. La spezia che associo a questo periodo dell'anno è la curcuma, di colore giallo arancio brillante, la cui radice ricca di proprietà benefiche si sviluppa nel sottosuolo.
 
"Mi avvicino a lei e sento subito l'odore della curcuma, anche se mi ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l'aroma sottile, lievemente amaro come quello della pelle e quasi altrettanto familiare. Tilo mi invita ad accarezzarne la superficie con la mano: "Lascia che la polvere gialla ti infarini il palmo e i polpastrelli: è polvere d'ala di farfalla." Poi anche lei fa scivolare il palmo della mano sulla superficie serica della spezia e l'avvicina al volto, strofinandosi le gote, la fronte e il mento. "Per millenni prima dell'inizio della storia, le spose - e le fanciulle che aspiravano a maritarsi - hanno fatto lo stesso. È la spezia della bellezza, più soffice del raso. Se la tengo tra le mani, la curcuma mi parla, con una voce di crepuscolo che riecheggia l'inizio dei tempi. La curcuma, chiamata anche halud, giallo, il colore dell'alba e dello squillo delle conchiglie suonate sul far del giorno. La curcuma capace di conservare, di mantenere sano il cibo in una terra di calore soffocante e di fame. La curcuma, spezia della fortuna, spalmata sulla fronte dei neonati in segno di buon auspicio e strofinata lungo gli orli dei sari nuziali".

Divakaruni Chitra B.

 Così una ricetta facile facile, buonissima...in 10 minuti è pronta...

MAIONESE VEGETALE
 
Ingredienti per un vasetto circa

 
  100 ml latte di soia non dolcificato

  un quarto di limone spremuto (ma togliete i semi!)

  2 cucchiaini di senape

  2 pizzichi di sale

  olio di mais q.b. (ne servira' circa 140 grammi)

  curcuma q.b.


Si mettono tutti gli ingredienti, tranne l'olio, nel bicchiere del minipimer, e si inizia a frullare. Si aggiunge l'olio a filo, ma si può anche aggiungerne un po', frullare, fermarsi, aggiungerne un altro po', frullare, fermarsi e così via fino a che non si monta, ed è impossibile che ciò non avvenga.

Il minipimer va usato muovendolo in verticale, in modo da mixare bene. L'olio va aggiunto fino a che la maionese raggiunge la consistenza desiderata, più la si vuole densa, più si aggiunge olio.


Mettendolo un po' alla volta ci si può fermare quando si vuole.


Io ho provato a farla anche con il latte normale e viene uguale uguale!!!

 



 


06 aprile 2013

Ho mangiato una zuppa....







Ho mangiato una zuppa thailandese a Milano anzi ”la zuppa”  ma così thailandese che nonostante la pioggia incessante ed il freddo quasi novembrino di questi giorni, è riuscita a trasportarmi fin laggiù… ….intensa…. come la loro cucina di erbe, radici, foglie e semi a noi sconosciuti eppure in grado di creare un misto di sapori, dolci, agri, salati, amari, piccanti, non mancano quasi mai peperoncini gialli, verdi, rossi e salse al curry dello stesso colore e profumi ai quali è impossibile resistere.. come la polpa e  il latte di cocco, citronella, coriandolo, aglio, zenzero, cardamomo, tamarindo cumino e lime . Un piatto caldo che scalda il cuore e dà conforto, nutre il corpo ma alimenta il piacere e questa zuppa esalta, coinvolge, risveglia tutti i sensi, non solo il gusto………mangiare bene rende felici e nessuno ci pensa mai ….ma gran parte della nostra vita, della nostra storia, è scalfita nei sensi e accade che ricordi apparentemente di nessuna importanza, ritornino all’improvviso, gustando una zuppa  thai…a Milano……………….
Penso che “le persone dovrebbero imparare prima a mangiare e poi a parlare”.


04 febbraio 2013

Mai senza cioccolato....



Oggi è stata una difficile giornata, nonostante il cielo fosse blu cobalto, l’aria frizzantina ed il sole quasi caldo, ho avuto uno sgradevole e fastidioso incontro.
Già il lunedì è faticoso di suo..se poi ti capita di incontrare un “dissennatore” o addirittura più di uno, la settimana prende una piega di difficile gestione.
Quando si avvicinano ad una persona i “dissennatori”, tutti ormai lo sanno, …. ne strappano ogni pensiero lieto, poiché essi si cibano appunto della felicitá altrui svuotando le persone intorno a loro di ogni pensiero gioioso fino a farle impazzire dalla disperazione. Riescono ad eliminare ogni capacità di fuga o reazione. Così l’incauto sta lì a farsi martirizzare senza alcuna possibilità di uscirne vivo a meno che…. Non mangi del cioccolato (così prescrivono i maghi più esperti)  in grado di infondere energia e buon umore e forse di fronte al luccichio della vita ritrovata…..cacciare l’infausta presenza.
Con questa scusa, che scusa non è, mi hanno davvero dissennato, ho deciso di cucinare il mitico “mole poblano” . Mi rendo conto, è una ricetta complessa ma vi assicuro miracolosa, riesce a sollevare le sorti degli animi più abbattuti e sconfortati.
Mole Poblano – piatto messicano – dosi per 6 persone.
  • 2 cosce di tacchino, ciascuna tagliata in 8 pezzi
  • 4 peperoni “pasilla” secchi
  • 4 peperoni “ancho” secchi
  • 6/8 cucchiai di olio d’oliva dal gusto neutro, oppure olio di semi di buona qualità
  • 1 cipolla tagliata a dadini
  • 2 spicchi di aglio pelati e tritati
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/4 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 1/8 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1 cucchiaino di pepe nero in polvere
  • 2 cucchiai di arachidi (oppure di mandorle) sgusciate e private della pellicina
  • 2 cucchiai di uvetta secca
  • 4 pomodori rotondi maturi, pelati privati dei semi e tagliati a dadini
  • 2 tortillas
  • 90 g. di semi di sesamo
  • 125 ml. di brodo di pollo
  • 40 g. di cioccolato fondente tagliuzzato a pezzetti
  • sale e pepe q.b.
I peperoni secchi o i peperoni messicani li potete trovare nei negozi di specialità etniche oppure negli alimentari dei quartieri abitati da sudamericani, se proprio non riuscite a trovarli provate a sostituirli con un misto di peperoni freschi, pomodori secchi e peperoncino rosso piccante.
Preparazione
Pulite i peperoni secchi eliminando i semi, tostateli in una padella antiaderente senza condimenti, poi metteteli in una ciotola e copriteli con acqua bollente, e lasciateli ammollare. Successivamente, frullate il tutto . Riscaldate l’olio in una capace casseruola di terracotta o di ghisa, e fateci rosolare il tacchino dopo averlo salato e pepato. Togliete il tacchino dalla casseruola e mettetelo da parte.
Mettete la cipolla nella stessa casseruola e fatela dorare, aggiungete l’aglio e cuocete ancora 1 minuto. Spolverate il tutto con le spezie in polvere e cuocete 2 minuti, poi gli arachidi e l’uvetta, cuocete un altro minuto, infine aggiungete i pomodori e le tortillas fatta a pezzetti, e cuocete per altri 5 minuti.
Tostate i semi di sesamo in una padella antiaderente senza aggiungere alcun condimento. Mettete metà del sesamo nel vaso del robot da cucina usato in precedenza, e mettete da parte i rimanenti; versate anche il soffritto di cipolle e pomodori nel vaso del robot e il brodo di pollo, frullate fino a ridurre il tutto ad un composto omogeneo.
Versate il frullato di peperoni nella casseruola dove avete cotto il soffritto senza pulirla, fate cuocere il tutto per 10 minuti a fuoco basso, mescolando di frequente. Versateci il composto a base di cipolle, pomodori e spezie preparato in precedenza, il cioccolato, i pezzi di tacchino e un po’ di sale.
Cuocete per circa 45 minuti o comunque fino a quando il tacchino sarà tenero e la salsa densa come il ketchup; se asciugasse troppo potete aggiungere un po’ di brodo durante la cottura.
Servite il mole poblano con il riso in bianco o della quinoa e spolverate il tutto con i rimanenti semi di sesamo.
E’ una ricetta in grado di risvegliare i morti…appunto…..

07 gennaio 2013

crema al limone per una giornata di nebbia



Una giornata senza pretese (Vinicio Capossela)
Sotto un cielo di nebbia
che cielo non e'
e' un altro giorno insicuro
che io passo con te
E ci troviamo qua
tra lampioni e vetrine
tra pezzi di scarpe liquori e cucine……

Ecco per una giornata così ci vuole qualcosa che ridia luce e colore e sconfigga finalmente tanto grigiore….

Ci vogliono solo 10 minuti…..................una delizia! E non è aspra ha solo un meraviglioso profumo di limone. Lavate sotto l’acqua corrente i limoni, grattugiatene la scorza ed estraetene il succo. Diluite la fecola di mais nel succo. In una ciotola con i bordi alti e resistente al calore unite le uova precedentemente sbattute con la buccia dei limoni, il succo con la fecola, il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti e lo zucchero. Mescolate bene e ponete la ciotola in un pentolino riempito per metà d’acqua. Mettete sul fuoco e fate cuocere a bagnomaria mescolando di continuo ed evitando di far bollire l’acqua, fino a che la crema non si addenserà. Prendete quindi un colino a trama fine e setacciate la crema per eliminare eventuali grumi e i residui della scorza di limone. Lasciate raffreddare e servite.
Buon appetito!!